Amici.
Amici che ti chiedono di rimanere a casa per capodanno, che ti chiedono di non andare in montagna e di restare perchè due ore di viaggio con le catene sono troppe, che ti chiedono di guidare al loro posto quando vogliono ubriacarsi. Amici che si preoccupano troppo, amici che non gliene frega. Amici pigri che ti chiedono di restare con loro. Amici che ti spingono, invece, ad andare via e a lasciarli da soli. Amici che lo sai che ci sono, sempre, anche se non hai mai chiesto nulla. Amici che partono e che ti lasciano qui come tu hai lasciato loro l’anno scorso e tutti gli anni precedenti, e adesso non ti resta nulla da dire, puoi solo accettare. Amici che non sanno, che non pensano ma che quando c’è qualcosa che non va lo sentono e ti portano fuori che torni che non sai più come ti chiami e anche questo merita gratitudine. Dimenticare insieme agli amici è un regalo. Pensare, anche per un attimo, che il mondo è semplice e noi lo maneggiamo è impareggiabile, poco importa se il mondo lo maneggiamo con l’alcol, l’importante è crederci, almeno per un momento, l’importante è farlo insieme. Amici che ti scrivono da lontano, da dove non potrebbero scriverti, ma lo leggi tra le righe che ti pensano e questo basta. Amici che non vogliono scriverti perchè sarebbe troppo complicato e allora stanno zitti e non li senti che pare che ti hanno dimenticata e invece ti hanno in mente. Amici che non scrivono perchè ne hanno piene le palle di te, amici che pensano che tu sia arrabbiata con loro. Amici che forse ti amano un po’ ma non se lo sono mai detto. Amici che oggi sono alla cena di Natale ma lo sanno che hai bisogno di loro e rubano via sms parole di conforto che stonano con la maniacalità aziendale, ma sono amici che capiscono. Sempre. Amici che non giudicano, che li metti davanti al fatto compiuto e ti dicono che hanno imparato a non stupirsi più, neanche di te che fino ad ora eri quella che non sbagliava un colpo e invece adesso sbagli alla grande e loro ti vogliono bene come prima. Amici che riescono ancora a cambiare idea rimanendo se stessi. Amici di cui senti parlare male da altri amici ma che per oggi lasci perdere e dici di chiedere ad altri la verità perchè tu non sei lì per fare da giudice, non oggi, non lì. Amici che una botta anche te la darebbero dal liceo ma non l’hanno mai fatto per non rovinare tutto, amici che dicono che lo sanno anche loro quanto è difficile e lo dicono con le lacrime agli occhi; e tu non pensavi che loro capissero e invece sei lì che ascolti e lo vedi che è vero che lo sanno; racconti la tua storia e loro raccontano la loro che è difficile quanto la tua ma tu hai sempre pensato che fossero un po’ più scemi di te, un po’ immuni a questo mondo. E raccontate insieme le vostre storie di precariato, di sogni che faticano a realizzarsi, di legami di coppia che si stanno slacciando, di vite a casa con i genitori a trentanni perchè non ci sono i soldi per emanciparsi. E racconti loro la tua storia che fino a ieri non ci hai quasi mai parlato insieme , loro ascoltano e tu racconti, proprio tu che di mestiere raccogli storie degli altri e per un attimo ti chiedi come mai stai parlando proprio a loro, a questi che li conosci dall’adolescenza e lo hai pensato che fossero gli scemi, i superficiali del gruppo, quelli che si fanno attraversare dalla vita restando indenni, ma oggi mentre parli, invece paiono le sole persone in grado di capirti ma forse è solo perchè sono gli unici che hanno fatto quattro giri di spriz come te e gli altri sono rimasti indietro, e voi due siete ubriachi come due sedicenni. Amici che tra un vino e l’altro lanciano perle di saggezza psicologica che tu in tanti anni di formazione analitica non ci sei mai riuscita e fai finta di niente, e taci, come per non rompere la magia, perchè di solito sei tu quella competente, e sai che se tu ti stupisci allora si rompe l’incanto e loro smettono di dispensare quella saggezza che tu di giorno vendi cara; e taci, li guardi e ascolti ancora sperando che non smettano, perchè ci sarà tempo per pansare che tu fai il mestiere della scoperta dell’acqua calda, ci sarà tempo per ragionarci sulle cose che dicono, intanto te le godi questa scienza geniuina che non ha pari, questa saggezza di chi sembra che non pensi troppo, di chi non ha studiato ma che quando il mondo gli passa accanto, pare di no, ma si fa contaminare per davvero. Amici che lo sai che ci sono e che tu ci sei per loro anche se per convenzione nessuno chiede mai, che basta saperlo che l’altro c’è e questo soltanto rende più forti. Amici che giocano a flirtare con te sapendo che è un gioco, un terreno scivoloso, ma che ti fanno sentire carina lo stesso, perchè lo sanno che hai bisogno di questo. Amici che stasera saranno nel letto soli, nutriti di ciò che è stato e delle difficoltà che domani saranno intatte da affrontare, nutriti del rapporto tra noi, del tenerci dentro anche quando non ci siamo. Nutriti del senso reciproco di apparntenenza, della gioia di stare insieme. Amici e basta.
Elena, Enrico, Francesca, Lorenzo, Francesca, Claudio, Alessandro, Anna, Giulia, Serena, Alberto, Chiara, Alessandra, Francesco, Andrea, Isabella, Chiara, Giada, Elisa, Roberta, Beatrice, Gabriele, Erika, Roberta, Sara, Enrico, Massimo, Elisabetta, Lara, Marta, Mauro, Valeria, Luca, Marco, Elisa, Raul, Alberto, Martina, Giulia, Marco, Carlo, Chiara, Manuel, Irene, Michela, Elisabetta, Luna.
cosa mi sono persa in questi mesi..non ho il tempo di leggere tutto in una volta!
amica tu fai le tue cose intanto, che poi c’è tempo.